L’Ambasciata d’Italia a Seoul ritiene utile precisare quanto segue in merito alle procedure relative alla celebrazione di matrimoni e unioni civili e all’eventuale utilizzo della Residenza d’Italia per eventi privati connessi a tali celebrazioni.
L’Ambasciata celebra matrimoni e unioni civili tra cittadini italiani, nonché tra cittadini italiani e cittadini di altra nazionalità, nei casi e con le modalità previste dalla normativa italiana, previa presentazione della documentazione richiesta e senza alcuna discriminazione. Tali attività si svolgono nell’ambito delle ordinarie funzioni amministrativo-consolari presso la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Distinta è la questione relativa all’eventuale utilizzo della Residenza d’Italia per ricevimenti o eventi privati connessi a tali celebrazioni. La Residenza costituisce una sede diplomatica separata dagli uffici dell’Ambasciata ed è primariamente destinata allo svolgimento delle attività istituzionali e di rappresentanza, oltre che a fungere da residenza ufficiale dell’Ambasciatrice d’Italia.
In ragione della natura istituzionale della sede, il suo eventuale utilizzo per iniziative private costituisce una facoltà eccezionale e accessoria, valutata caso per caso sulla base di criteri di servizio, disponibilità logistica, compatibilità organizzativa, opportunità istituzionale e tutela del decoro e dell’immagine della sede diplomatica.
Trattandosi di una sede destinata prioritariamente ad attività istituzionali, la relativa disponibilità per utilizzi privati risulta necessariamente limitata e residuale. Negli ultimi tre anni, l’utilizzo della Residenza per ricevimenti privati connessi a celebrazioni matrimoniali ha avuto carattere del tutto eccezionale, essendo stato autorizzato un solo evento.
Le comunicazioni informative relative alla possibilità di utilizzo della Residenza, diffuse anche nell’ambito delle generali direttive di valorizzazione e fund raising delle sedi diplomatiche, non configurano pertanto in alcun caso automatismi concessori né attribuiscono alcun diritto soggettivo all’assegnazione, restando ogni eventuale concessione subordinata a preventiva valutazione discrezionale dell’Ambasciata.
Le relative determinazioni sono assunte esclusivamente nell’interesse del corretto utilizzo di una sede diplomatica dello Stato italiano e non riflettono in alcun modo valutazioni discriminatorie di qualsiasi natura.